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Aprire una filiale estera in Italia: guida legale e fiscale

Come aprire una filiale estera in Italia: delibere societarie, notaio, Registro Imprese, fiscalità, contabilità e trasferimento del personale.

12 set 2025
Aggiornato 24 ago 2026
6 min di lettura
Team aziendale discute una presentazione davanti a una lavagna in un ufficio moderno

Una società estera può aprire una filiale in Italia senza costituire una società italiana separata. La filiale resta parte della persona giuridica estera, ma l’attività italiana deve essere registrata e rispettare le regole societarie, fiscali, contabili, lavoristiche e di pubblicità applicabili alle attività svolte in Italia.

Il Codice civile disciplina le società estere con sedi secondarie in Italia, inclusa l’iscrizione della filiale e delle persone che rappresentano stabilmente la società nel Paese. I documenti necessari dipendono dall’ordinamento e dalla forma societaria della casa madre.

Il servizio Future Italian per l’apertura di una filiale in Italia copre i documenti della società madre, la registrazione italiana, l’impostazione fiscale e il coordinamento degli adempimenti notarili e societari.

Come funziona

Come aprire una filiale estera in Italia

  1. 1

    Scegli tra filiale e società controllata

    Confronta responsabilità, governance, fiscalità e conseguenze operative prima di creare la presenza italiana.

  2. 2

    Approva la filiale secondo la legge della casa madre

    Adotta la delibera societaria necessaria e nomina il rappresentante o i rappresentanti in Italia.

  3. 3

    Prepara i documenti societari esteri

    Ottieni i documenti richiesti e completa apostille, legalizzazione e traduzione quando applicabili.

  4. 4

    Completa la registrazione italiana

    Esegui gli adempimenti notarili e presso il Registro delle Imprese e ottieni le registrazioni fiscali pertinenti.

  5. 5

    Attiva contabilità e compliance del lavoro

    Imposta fiscalità, IVA, contabilità, paghe e processi lavoristici italiani prima dell’avvio delle operazioni.

Filiale o società italiana controllata?

Una filiale non è una persona giuridica separata dalla società madre estera, che è quindi generalmente responsabile delle obbligazioni della filiale. Una società controllata è invece un soggetto italiano distinto, con propria personalità giuridica. La scelta incide su responsabilità, governance, fiscalità, finanziamento e gestione di contratti e dipendenti.

Documenti societari e formalità italiane

La società madre adotta normalmente la delibera richiesta dal proprio ordinamento per istituire la filiale italiana e nominare uno o più rappresentanti autorizzati. Atto costitutivo o statuto, certificazioni del registro societario e poteri di rappresentanza possono richiedere apostille o legalizzazione e traduzione in italiano prima dell’uso nel procedimento notarile e di iscrizione in Italia.

Per la preparazione dei documenti esteri consulta le guide su Apostille e traduzione giurata.

Registro delle Imprese, codice fiscale e IVA

La filiale italiana deve essere iscritta nel Registro delle Imprese competente. Deve inoltre ottenere le registrazioni fiscali italiane applicabili all’attività, che possono includere codice fiscale e posizione IVA. L’iscrizione non è un adempimento puramente formale: le informazioni societarie e sui rappresentanti richieste dalla legge italiana devono essere rese pubbliche e aggiornate quando intervengono modifiche rilevanti.

Posizione fiscale e contabile

Una filiale che costituisce una stabile organizzazione in Italia è generalmente soggetta a imposizione italiana sugli utili attribuibili all’attività italiana e deve rispettare i relativi obblighi contabili, IVA e dichiarativi. L’attribuzione degli utili tra casa madre estera e filiale italiana richiede un’analisi della stabile organizzazione e dei prezzi di trasferimento, non la semplice affermazione che sia imponibile soltanto il “fatturato italiano”.

I gruppi internazionali dovrebbero coordinare l’assetto societario con i servizi fiscali in Italia prima che la filiale inizi a fatturare, assumere personale o trasferire dipendenti nel Paese.

Trasferire dirigenti o specialisti alla filiale italiana

L’apertura della filiale non attribuisce di per sé uno status migratorio a dirigenti o dipendenti stranieri. Un dirigente o specialista trasferito da una società extra-UE dello stesso gruppo può rientrare nel percorso Intra-Company Transfer. Un investitore il cui obiettivo principale sia il soggiorno, e non l’impiego operativo, dovrebbe invece valutare separatamente il Golden Visa italiano.

Quando una filiale è preferibile a una società controllata italiana

La filiale non è un soggetto giuridico separato dalla società estera. Questo può semplificare la governance perché l’attività italiana resta parte della stessa impresa, ma significa anche che la società madre risponde direttamente delle obbligazioni della filiale. Una società controllata italiana, invece, è un soggetto autonomo con proprio capitale, governance e struttura di responsabilità.

La scelta dovrebbe dipendere da rischio commerciale, fiscalità, finanziamento, futuri investitori, personale locale e durata prevista dell’operazione italiana. La filiale può essere efficiente per l’ingresso nel mercato o l’estensione controllata di un’attività esistente; può essere meno adatta quando è importante separare la responsabilità o far entrare investitori italiani.

I documenti societari esteri devono essere utilizzabili in Italia

La registrazione italiana richiede normalmente documenti della società madre, la decisione che istituisce la filiale, la nomina e i poteri del rappresentante in Italia e altre informazioni per il Registro delle Imprese. I documenti esteri possono richiedere Apostille o legalizzazione e una traduzione italiana accettata a seconda del Paese e del tipo di atto. Il pacchetto esatto dovrebbe essere definito prima di raccogliere firme all’estero.

I poteri del rappresentante italiano sono importanti

La filiale necessita di una persona autorizzata a rappresentare la società estera in Italia. I poteri dovrebbero corrispondere alle attività reali: rapporti bancari, assunzioni, fisco, contratti, adempimenti e rapporti con le autorità quando necessario. Poteri troppo limitati possono bloccare l’operatività; poteri inutilmente ampi possono aumentare il rischio di governance per la società madre.

La filiale crea un’impronta di compliance in Italia

La registrazione è solo l’inizio. La filiale può costituire una stabile organizzazione italiana ai fini fiscali e richiede normalmente contabilità, adempimenti fiscali e iscrizioni societarie adeguate all’attività. IVA, paghe, lavoro e obblighi operativi locali possono sorgere anche se il soggetto giuridico resta la società estera.

Costituzione societaria e immigrazione devono inoltre restare separate. Aprire la filiale non autorizza automaticamente un dirigente o specialista straniero a vivere e lavorare in Italia. Il personale può aver bisogno di un trasferimento intra-aziendale, Blue Card o altro percorso lavorativo in base alla persona e all’assegnazione.

La conclusione pratica

La filiale può essere un modo efficiente per una società estera di operare direttamente in Italia, ma lascia la casa madre esposta alle obbligazioni dell’attività italiana e crea un insieme di obblighi societari, fiscali e amministrativi nel Paese. La scelta corretta richiede un confronto tra filiale e controllata su responsabilità, tassazione, governance, personale e programmi futuri di investimento.

Domande Frequenti

Tag

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