Il Decreto Flussi è il sistema di quote utilizzato per molti ingressi dall’estero per lavoro stagionale, lavoro subordinato non stagionale e un numero limitato di casi di lavoro autonomo. Per il 2026 prevede 164.850 ingressi complessivi, ripartiti per tipologia di lavoro, settore, nazionalità e categorie riservate. Di norma non è il lavoratore a presentare per primo la domanda: per il lavoro subordinato ordinario è il datore italiano ad avviare la procedura e richiedere l’autorizzazione al lavoro.
Il programma attuale copre il periodo 2026–2028 e va letto insieme alla circolare attuativa e alle successive correzioni. Chi rientra in un percorso fuori quota non deve presumere che il Decreto Flussi sia l’unica opzione. I lavoratori altamente qualificati possono confrontare la guida alla Carta Blu UE, mentre i professionisti qualificati che lavorano da remoto possono essere più adatti al Visto per Nomadi Digitali.
Il servizio Future Italian Decreto Flussi copre la classificazione della quota lato datore, la preparazione del nulla osta, il visto di lavoro consolare e il coordinamento del permesso di soggiorno dopo l’ingresso.
Come funziona la procedura del Decreto Flussi
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Classifica lavoro e categoria di quota
Verifica lavoratore, settore, nazionalità e base giuridica prima di qualsiasi deposito del datore.
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Prepara la domanda lato datore
Completa le verifiche, la documentazione lavorativa e le prove richieste per la quota pertinente.
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Presenta il nulla osta
Invia la domanda sul portale ministeriale nella finestra applicabile e monitora l’imputazione alla quota.
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Completa la fase consolare
Quando l’autorizzazione consente il passaggio al visto, il lavoratore presenta la domanda al consolato italiano competente.
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Completa gli adempimenti dopo l’ingresso
Dopo l’ingresso completa contratto di soggiorno e procedura del permesso richiesti dal percorso.
Cosa fa realmente il Decreto Flussi
Il decreto non crea un unico “visto Decreto Flussi”. Programma il numero e le categorie di lavoratori che possono entrare in Italia attraverso percorsi di lavoro soggetti a quota. Il visto resta un visto nazionale per lavoro, mentre l’autorizzazione lato datore viene gestita attraverso lo Sportello Unico per l’Immigrazione.
Quote 2026–2028
Il programma ufficiale prevede 497.550 ingressi in tre anni: 164.850 nel 2026, 165.850 nel 2027 e 166.850 nel 2028. All’interno dei totali, le quote sono divise tra lavoro stagionale, lavoro subordinato non stagionale e lavoro autonomo. Per il lavoro subordinato non stagionale, la circolare attuativa conferma 76.200 posti in ciascuno dei tre anni.
La disponibilità non dipende soltanto dal totale nazionale. La domanda deve rientrare nel settore, nella nazionalità o nella categoria riservata corretti e deve essere effettivamente imputata alla quota pertinente. Il datore dovrebbe quindi classificare il caso prima del deposito, invece di trattare il click day come una semplice corsa a un posto qualsiasi.
Click day 2026
Per il 2026 le principali date di invio sono state il 12 gennaio per il lavoro stagionale agricolo, il 9 febbraio per il turismo stagionale, il 16 febbraio per determinate categorie non stagionali e il 18 febbraio per le altre domande di lavoro subordinato non stagionale. Le regole attuative prevedono inoltre una fase di precompilazione precedente al relativo click day.
Requisiti del datore e nulla osta
Il datore deve soddisfare i requisiti della categoria di quota scelta, comprese le condizioni contrattuali proposte e la documentazione richiesta dalle regole vigenti. Quando è applicabile la verifica preventiva di indisponibilità di lavoratori sul mercato nazionale, deve essere completata prima del nulla osta. Può inoltre essere necessaria l’asseverazione, salvo esenzione.
Per il lavoro subordinato ordinario soggetto a quota, il termine legale rilevante per l’autorizzazione al lavoro è oggi collegato all’imputazione della domanda alla quota, non semplicemente alla data iniziale di trasmissione. Durante la fase del visto il datore deve inoltre confermare, quando richiesto dalla procedura vigente, che l’intenzione di assumere sussiste ancora.
Visto e adempimenti dopo l’arrivo
Quando la procedura di autorizzazione consente di passare alla fase consolare, il lavoratore richiede il visto nazionale per lavoro al consolato italiano competente per la sua residenza legale. Dopo l’ingresso deve completare gli adempimenti di soggiorno previsti dal percorso specifico. La procedura attuale per lavoro subordinato richiede inoltre il completamento del contratto di soggiorno attraverso il processo digitale previsto.
Percorsi fuori dalle quote
Il Decreto Flussi non deve diventare un’etichetta per qualunque trasferimento lavorativo in Italia. Il Visto per Nomadi Digitali opera in un quadro separato per lavoro da remoto altamente qualificato. Il Golden Visa italiano è invece un percorso di soggiorno per investimento, non un programma di quote di lavoro. Scegliere la base migratoria corretta prima del deposito è generalmente più importante che tentare di far rientrare ogni caso nelle quote annuali.
Nella fase del nulla osta il vero richiedente è il datore di lavoro
Per il lavoro subordinato soggetto a quota, il procedimento parte dal datore di lavoro italiano e non dal lavoratore che presenta direttamente una domanda di visto all’estero. Il datore deve utilizzare la categoria di quota corretta, indicare condizioni lavorative adeguate, seguire la procedura territoriale e superare i controlli previsti per il nulla osta. Il lavoratore non può prenotare autonomamente una quota Decreto Flussi e cercare poi un datore di lavoro.
Il click day è un meccanismo di presentazione, non una regola di ammissibilità
La rapidità può essere determinante perché molte categorie hanno quote limitate, ma una domanda veloce che non corrisponde a settore, nazionalità, mansione o condizioni del datore può comunque essere respinta. La preparazione deve quindi essere completata prima dell’apertura del portale: documenti del datore, identità del lavoratore, proposta contrattuale, dati sull’alloggio e modello corretto dovrebbero essere già verificati.
Dopo l’invio restano l’assegnazione della quota e i controlli amministrativi. La ricevuta di presentazione non è un nulla osta e il nulla osta non è il visto. Ogni fase ha una funzione giuridica distinta.
Il posto di lavoro deve esistere realmente
Il rapporto utilizzato per ottenere l’autorizzazione deve essere autentico e concretamente eseguibile alle condizioni dichiarate. Possono essere verificati capacità economica del datore, attività dell’impresa e regolarità. Rapporti creati soltanto per ottenere un visto espongono lavoratore e datore a conseguenze serie sul piano migratorio e del lavoro.
Dal nulla osta al visto, ingresso e permesso di soggiorno
Dopo la trasmissione del nulla osta, il lavoratore presenta la domanda di visto nazionale per lavoro al consolato italiano competente. Il consolato verifica comunque il fascicolo del visto e l’identità. Dopo l’ingresso in Italia, il lavoratore deve completare gli adempimenti lavorativi e la domanda di permesso di soggiorno entro i termini applicabili. La quota è quindi soltanto il primo grande passaggio di una procedura composta da più fasi.
Verificare le alternative fuori quota prima di attendere il Decreto Flussi
Lavoratori altamente qualificati, trasferimenti intra-aziendali, alcune categorie di lavoro autonomo, nomadi digitali e altri lavoratori possono avere percorsi fuori dalle quote ordinarie. Anche diverse conversioni di permessi già detenuti in Italia non utilizzano più quote annuali di conversione. Chi possiede i requisiti per una via fuori quota non dovrebbe scegliere automaticamente una procedura più lenta o incerta soltanto perché il Decreto Flussi è più conosciuto.
La conclusione pratica
Una pratica Decreto Flussi efficace dipende dall’abbinamento corretto tra lavoratore, datore, mansione, settore e categoria di quota prima del deposito. I numeri nazionali contano, ma non sostituiscono l’idoneità della categoria, la conformità del datore e le successive fasi di visto e permesso di soggiorno.
Domande Frequenti
Fonti
- 1D.P.C.M. 2 ottobre 2025 — Flussi 2026–2028
gazzettaufficiale.it
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- 4D.Lgs. 286/1998 — articolo 22
normattiva.it



