Il trasferimento intra-aziendale (ICT) consente a dirigenti, specialisti e lavoratori in formazione extra-UE che soddisfano i requisiti di essere trasferiti temporaneamente da un’impresa fuori dall’UE a un’entità italiana della stessa impresa o gruppo societario. Il percorso è fuori dalle quote ordinarie del Decreto Flussi ed è disciplinato dall’articolo 27-quinquies del Testo Unico Immigrazione.
Un requisito centrale è un rapporto di lavoro preesistente con l’impresa distaccante per almeno tre mesi ininterrotti immediatamente precedenti il trasferimento. Il trasferimento deve restare temporaneo e, al termine dell’assegnazione, il lavoratore deve rientrare presso un’entità della stessa impresa o gruppo fuori dall’UE.
Il servizio Future Italian per trasferimenti intra-aziendali copre il deposito da parte dell’entità ospitante italiana, il nulla osta ICT, il visto consolare e il permesso di soggiorno per i trasferimenti qualificati.
Procedura del trasferimento ICT in Italia
- 1
Conferma il rapporto tra le società del gruppo
Documenta che il datore estero e l’entità ospitante italiana appartengono alla stessa impresa o gruppo.
- 2
Verifica categoria e anzianità del lavoratore
Conferma lo status di dirigente, specialista o trainee e almeno tre mesi ininterrotti di lavoro precedente.
- 3
Prepara il dossier dell’assegnazione
Documenta ruolo, durata, retribuzione, condizioni di lavoro, sede ospitante e modalità di rientro.
- 4
Presenta l’autorizzazione italiana
L’entità ospitante deposita il nulla osta o utilizza il percorso di comunicazione qualificato quando disponibile.
- 5
Completa visto e permesso
Dopo l’autorizzazione completa il visto consolare e la procedura del permesso dopo l’ingresso.
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Chi può essere trasferito con il regime ICT?
Le categorie previste dalla legge sono dirigenti, lavoratori specialisti con conoscenze essenziali per l’entità ospitante e lavoratori in formazione in possesso di laurea, trasferiti per sviluppo professionale o formazione su tecniche e metodi aziendali. Un dipendente ordinario che non rientra in una di queste categorie non può essere inserito nel regime ICT soltanto perché il datore di lavoro possiede una società collegata in Italia.
Rapporto societario e documenti dell’assegnazione
L’entità ospitante italiana e il datore di lavoro estero devono appartenere alla stessa impresa o gruppo. La pratica deve documentare il rapporto societario e la storia lavorativa; il contratto o la lettera di assegnazione deve indicare durata, sede italiana, mansioni, retribuzione, condizioni di lavoro e modalità di rientro. Per i trainees è inoltre richiesto un piano individuale di formazione.
Nulla osta e procedura per il visto
L’entità ospitante italiana presenta normalmente la richiesta nominativa di nulla osta allo Sportello Unico per l’Immigrazione della provincia in cui è stabilita. Determinate entità ospitanti che operano sulla base di un protocollo qualificato possono utilizzare il meccanismo speciale di comunicazione previsto dalla legge. Dopo l’autorizzazione italiana, il lavoratore completa il visto nazionale presso il consolato italiano competente.
Permesso ICT e durata massima
La durata massima ICT è di tre anni per dirigenti e specialisti e un anno per i trainees. Il permesso può essere rinnovato soltanto entro tali limiti massimi. Al termine del periodo massimo ICT devono trascorrere almeno tre mesi prima che lo stesso lavoratore possa presentare una nuova domanda di ingresso ICT in Italia.
Familiari e mobilità nell’Unione europea
I titolari ICT possono utilizzare il quadro del ricongiungimento familiare indipendentemente dalla durata del permesso ICT, nel rispetto dei requisiti familiari applicabili. Il regime prevede inoltre regole di mobilità tra entità ospitanti in diversi Stati membri UE. Per le regole generali consulta la guida al ricongiungimento familiare.
ICT, Carta Blu UE e Visto per Nomadi Digitali
Il regime ICT è costruito intorno a un trasferimento temporaneo all’interno dello stesso gruppo societario. Un nuovo rapporto di lavoro altamente qualificato in Italia può invece rientrare nella Carta Blu UE. Un professionista che lavora realmente da remoto e non è distaccato all’interno del gruppo può dover valutare il Visto per Nomadi Digitali. Il percorso corretto dipende dalla struttura lavorativa reale, non dall’etichetta preferita dal datore.
Manager, specialista o trainee: la categoria deve corrispondere al ruolo reale
L’ammissibilità ICT dipende dalla categoria. Il manager dirige l’entità ospitante o una funzione importante; lo specialista possiede competenze avanzate essenziali per l’attività del gruppo; il trainee viene trasferito per formazione professionale nel quadro previsto dalla legge. Un titolo professionale senior non basta da solo: la descrizione dell’assegnazione deve mostrare responsabilità reali, competenze e struttura gerarchica.
Il requisito dei tre mesi di lavoro precedente
Il lavoratore deve in generale essere stato impiegato senza interruzioni nella stessa impresa o nello stesso gruppo per almeno tre mesi immediatamente precedenti il trasferimento. Buste paga, contratti di lavoro e documenti societari dovrebbero provare tale continuità. Trasferire immediatamente in Italia una persona appena assunta può non soddisfare il requisito anche se le società appartengono chiaramente allo stesso gruppo.
Condizioni dell’assegnazione e dell’entità ospitante
Il fascicolo di trasferimento dovrebbe indicare durata, luogo di lavoro, ruolo, retribuzione e altre condizioni applicabili in Italia e dimostrare il rapporto tra società distaccante ed entità ospitante italiana. Le condizioni italiane devono rispettare le tutele previste dalla normativa ICT. Una lettera di distacco generica non è sufficiente per una pratica di corporate immigration ben strutturata.
Durata massima e periodo di attesa
Manager e specialisti possono restare nel quadro ICT per un massimo di tre anni; i trainee per un massimo di un anno. Raggiunta la durata massima, la normativa richiede l’uscita dal territorio salvo che esista un altro titolo legittimo, e un nuovo trasferimento ICT in Italia è soggetto al periodo di attesa previsto dalla legge. Le assegnazioni lunghe dovrebbero quindi includere fin dall’inizio una strategia di uscita o di cambio status.
I familiari possono generalmente accompagnare o raggiungere il titolare ICT secondo le regole familiari, e il quadro ICT prevede specifici meccanismi di mobilità intra-UE. Questi vantaggi sono rilevanti per i gruppi multinazionali, ma dipendono dal fatto che il trasferimento resti una reale assegnazione temporanea intra-gruppo e non diventi un’assunzione locale ordinaria presentata come ICT.
La conclusione pratica
Una pratica ICT solida dimostra il gruppo societario, la categoria qualificata del lavoratore, i tre mesi di rapporto di lavoro precedente e un’assegnazione temporanea conforme alla legge italiana. Va costruita come pratica di immigrazione societaria, non come normale visto per dipendente con un nome diverso.
Domande Frequenti
Fonti
- 1D.Lgs. 286/1998 — articolo 27-quinquies
normattiva.it
- 2D.Lgs. 253/2016 — trasferimenti intra-societari
normattiva.it



