La EU Blue Card consente ai professionisti extra-UE che soddisfano i requisiti di vivere e lavorare in Italia svolgendo un'attività altamente qualificata al di fuori delle quote del Decreto Flussi. Il richiedente deve avere un contratto di lavoro italiano o un'offerta vincolante di almeno sei mesi, la qualifica professionale superiore o l'esperienza richiesta e una retribuzione conforme al criterio salariale previsto per la Blue Card in Italia.
A differenza del percorso ordinario di lavoro subordinato soggetto a quote, la Blue Card non prevede un tetto nazionale annuo di ingressi. La procedura resta avviata dal datore di lavoro: normalmente è il datore a ottenere l'autorizzazione al lavoro prima che il lavoratore completi le fasi del visto e del permesso di soggiorno. Per assistenza sul caso concreto, consulta il nostro servizio di assistenza per la EU Blue Card in Italia.
Come richiedere la EU Blue Card in Italia
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Individua il percorso di qualificazione
Verifica se l'idoneità deriva da istruzione superiore, professione regolamentata, cinque anni di esperienza professionale o dallo specifico requisito di esperienza ICT.
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Verifica offerta di lavoro e retribuzione
Conferma che il rapporto duri almeno sei mesi, sia altamente qualificato e rispetti il criterio retributivo attuale della EU Blue Card italiana.
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Prepara i documenti del datore e del lavoratore
Completa le verifiche a carico del datore di lavoro e raccogli le prove autenticate delle qualifiche o dell'esperienza professionale.
- 4
Presenta la domanda di nulla osta Blue Card
Il datore di lavoro italiano presenta la domanda Blue Card tramite il Portale Servizi del Ministero dell'Interno.
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Completa la fase del visto nazionale
Se il lavoratore si trova all'estero e necessita di un visto, presenta la domanda di visto di lavoro di tipo D al consolato italiano competente dopo l'autorizzazione.
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Completa gli adempimenti dopo l'ingresso
Registra l'ingresso del lavoratore e completa la procedura digitale vigente relativa al contratto di soggiorno.
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Completa la procedura del permesso di soggiorno
Segui le istruzioni per il permesso di soggiorno e completa gli adempimenti in Questura e biometrici quando richiesti.
Chi può richiedere la EU Blue Card in Italia?
La Blue Card è destinata ai cittadini di Paesi terzi che svolgono in Italia un lavoro subordinato altamente qualificato. Il richiedente deve avere il rapporto di lavoro richiesto e soddisfare almeno uno dei percorsi di qualificazione previsti dall'articolo 27-quater del Testo Unico sull'Immigrazione.
- Un titolo di istruzione superiore terziaria o una qualifica professionale post-secondaria idonea, conseguita al termine di un percorso di almeno tre anni e corrispondente almeno al livello 6 del Quadro nazionale delle qualificazioni italiano.
- I requisiti professionali necessari per esercitare in Italia una professione regolamentata.
- Almeno cinque anni di esperienza professionale pertinente che dimostrino una qualifica professionale superiore.
- Per i dirigenti e gli specialisti ICT che rientrano nella disciplina, almeno tre anni di esperienza professionale pertinente maturati nei sette anni precedenti la domanda.
La laurea non è quindi l'unica via di accesso. L'esperienza professionale può costituire autonomamente il requisito quando sono soddisfatte le condizioni previste dalla legge.

L'offerta di lavoro deve durare almeno sei mesi
Il datore di lavoro deve presentare una proposta di lavoro o un'offerta vincolante della durata di almeno sei mesi. La posizione deve rientrare nel lavoro altamente qualificato e mansioni, qualifiche del lavoratore e documentazione probatoria devono essere coerenti tra loro. Per le professioni regolamentate, il richiedente deve inoltre soddisfare le regole italiane di riconoscimento applicabili alla professione.
Requisito retributivo della EU Blue Card in Italia
L'Italia non applica più la precedente regola basata su 1,5 volte la retribuzione media nazionale né il vecchio moltiplicatore ridotto per le professioni carenti. In base alla regola attuale, la retribuzione annua proposta deve rispettare il contratto collettivo nazionale applicabile e non può essere inferiore alla retribuzione media annua lorda per unità di lavoro dipendente rilevata dall'ISTAT.
Le attuali indicazioni ufficiali italiane collocano questo riferimento statistico a circa 36.300 € lordi annui. Non si tratta di un importo fisso e permanente stabilito dalla legge, quindi il valore applicabile deve essere verificato nuovamente al momento della preparazione della domanda.
EU Blue Card e visto di lavoro subordinato standard: differenze
Sia la Blue Card sia il visto ordinario per lavoro subordinato consentono a un cittadino extra-UE di lavorare per un datore di lavoro italiano, ma sono percorsi di immigrazione distinti.
- La EU Blue Card è destinata al lavoro altamente qualificato e opera al di fuori delle quote del Decreto Flussi.
- Il percorso ordinario per lavoro subordinato copre una gamma più ampia di occupazioni, ma è spesso soggetto alle quote del Decreto Flussi.
- La Blue Card prevede requisiti specifici di qualificazione e retribuzione e un regime specifico di mobilità intra-UE.
Un lavoratore che non soddisfa i criteri della Blue Card può comunque avere accesso al visto di lavoro subordinato per l'Italia se è disponibile la quota applicabile o un'altra base giuridica.
Chi intende lavorare da remoto, anziché svolgere un lavoro altamente qualificato per un datore di lavoro italiano, dovrebbe confrontare il Visto per Nomadi Digitali in Italia. Se invece lo scopo principale del trasferimento è studiare all'università prima di entrare nel mercato del lavoro, il Visto Studente Universitario costituisce un percorso di studio distinto.
Documenti necessari per la domanda di EU Blue Card
Documenti del datore di lavoro e del rapporto di lavoro
- Contratto di lavoro o offerta vincolante della durata di almeno sei mesi, con retribuzione proposta e condizioni di lavoro.
- Documentazione del datore di lavoro, prove relative all'alloggio, verifica della disponibilità sul mercato del lavoro e asseverazione quando richieste dalla procedura vigente.
Documenti del lavoratore
- Passaporto valido e prova del titolo di istruzione superiore, della qualifica post-secondaria o dell'esperienza professionale richiesta.
- Documentazione sul riconoscimento professionale per le professioni regolamentate, quando applicabile.
- Traduzioni, apostille o legalizzazioni quando richieste, oltre alla documentazione che consente alle autorità italiane di valutare il titolo estero, come una Dichiarazione di Valore o la documentazione CIMEA idonea, ove applicabile.
Come funziona la procedura per la EU Blue Card
Dopo aver verificato qualifiche, posizione, retribuzione e requisiti del datore di lavoro, quest'ultimo presenta telematicamente la domanda di nulla osta per la Blue Card tramite il Portale Servizi del Ministero dell'Interno. Il termine legale attuale per la decisione sul nulla osta Blue Card è di 30 giorni; si tratta di un termine procedurale previsto dalla legge, non della garanzia che l'intero trasferimento si concluda entro 30 giorni.
Se il lavoratore si trova all'estero e necessita di un visto, dopo la fase autorizzativa il consolato italiano competente esamina la domanda di visto nazionale per lavoro. Il nulla osta non elimina il potere del consolato di verificare identità, documenti e ammissibilità.
Da giugno 2026, anche la procedura relativa al contratto di soggiorno per la Blue Card è disponibile attraverso il canale digitale del Ministero dell'Interno. Il datore di lavoro registra l'ingresso del lavoratore e trasmette telematicamente la documentazione firmata richiesta prima del completamento delle fasi relative al permesso di soggiorno e ai dati biometrici.
Quanto dura la EU Blue Card italiana?
In caso di contratto a tempo indeterminato, la EU Blue Card italiana è generalmente rilasciata per due anni. Per gli altri contratti idonei, la durata è normalmente pari a quella del rapporto di lavoro più tre mesi.
Rinnovo della EU Blue Card in Italia
In base alla regola generale attuale sui permessi di soggiorno, la richiesta di rinnovo deve essere presentata almeno 90 giorni prima della scadenza della EU Blue Card. Per il rinnovo il titolare deve continuare a soddisfare le condizioni applicabili alla Blue Card, compresa una base idonea per il lavoro altamente qualificato. Una domanda di rinnovo validamente pendente beneficia delle tutele dell'articolo 5, comma 9-bis, compreso il diritto di continuare a lavorare durante la decisione.
Si può cambiare datore di lavoro con la EU Blue Card?
Sì, ma durante i primi 12 mesi di lavoro regolare in Italia si applicano specifiche limitazioni. In questo periodo, il cambio di datore di lavoro è soggetto al meccanismo autorizzativo previsto dalla legge italiana e il lavoratore deve restare nell'ambito del lavoro altamente qualificato.
Cosa succede se il titolare della Blue Card perde il lavoro?
La perdita del lavoro non determina automaticamente l'immediata revoca della Blue Card. La legge italiana prevede un periodo protetto durante il quale il lavoratore può cercare una nuova occupazione, alle condizioni applicabili ai titolari di Blue Card.
I familiari possono raggiungere il titolare della EU Blue Card?
Sì. I titolari di Blue Card beneficiano di un regime di ricongiungimento familiare più favorevole rispetto a molti titolari di permessi ordinari e i familiari ammessi possono accedere al lavoro subordinato e autonomo secondo le regole applicabili. Il rapporto familiare e la relativa documentazione devono comunque essere dimostrati; consulta la nostra guida al ricongiungimento familiare in Italia.
Mobilità UE dopo 12 mesi
Dopo 12 mesi di soggiorno regolare come titolare di EU Blue Card nel primo Stato membro, il titolare può trasferirsi in un secondo Stato membro partecipante per svolgere un lavoro altamente qualificato secondo le regole di mobilità della Blue Card. Un successivo trasferimento da un secondo Stato membro può beneficiare di un periodo minimo più breve di sei mesi.
Non si tratta del diritto di accettare qualsiasi lavoro in qualsiasi Paese UE senza formalità. Lo Stato di destinazione può comunque richiedere una nuova domanda di Blue Card e verificare le proprie condizioni nazionali di ammissione.
Permesso UE per soggiornanti di lungo periodo
I titolari di Blue Card possono beneficiare di regole speciali che consentono di conteggiare determinati periodi di soggiorno regolare qualificante maturati in diversi Stati membri ai fini dello status di soggiornante UE di lungo periodo, nel rispetto delle condizioni previste dal diritto UE e italiano. Per i requisiti ordinari italiani, consulta la guida al permesso di soggiorno UE per lungo periodo.
Costi della EU Blue Card
- 116 € per il visto nazionale italiano di tipo D, quando richiesto.
- 16 € per la marca da bollo, 30 € per la presentazione postale ove applicabile e 30,46 € per la produzione del permesso di soggiorno elettronico.
- Il contributo applicabile al permesso di soggiorno, oltre agli eventuali costi specifici per apostille, legalizzazioni, traduzioni certificate o documentazione delle qualifiche.
La EU Blue Card rende automaticamente residenti fiscali in Italia?
No, non automaticamente. Residenza ai fini dell'immigrazione e residenza fiscale sono questioni giuridiche distinte. Chi si trasferisce e lavora in Italia può diventare fiscalmente residente in base ai criteri di residenza fiscale applicabili nel relativo periodo d'imposta.
Motivi comuni di rigetto di una domanda di Blue Card
- La posizione non rientra nel lavoro altamente qualificato o la retribuzione non raggiunge la soglia applicabile.
- Il lavoratore non riesce a documentare il titolo di studio o l'esperienza professionale qualificante, oppure una qualifica regolamentata non è stata riconosciuta quando richiesto.
- Le formalità relative ai documenti esteri, i requisiti del datore di lavoro o gli adempimenti successivi all'autorizzazione sono incompleti.
La domanda più solida è quella in cui posizione, retribuzione, percorso di qualificazione e prove documentali sono giuridicamente coerenti. L'esenzione dalle quote del Decreto Flussi elimina un ostacolo, ma non elimina i requisiti sostanziali della Blue Card.
Domande Frequenti
Fonti
- 1Decreto legislativo 18 ottobre 2023, n. 152
gazzettaufficiale.it
- 2Direttiva (UE) 2021/1883
eur-lex.europa.eu
- 3Integrazione Migranti — Guida alla Carta Blu UE
integrazionemigranti.gov.it
- 4Integrazione Migranti — Ingressi e soggiorno per lavoro
integrazionemigranti.gov.it
- 5Integrazione Migranti — Procedura digitale del contratto per la Carta Blu UE
integrazionemigranti.gov.it
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