
Carta di soggiorno FAMIT in Italia: guida completa
Cos’è la carta di soggiorno FAMIT, chi può richiederla, i vantaggi, i diritti garantiti e le nuove regole dal 1° giugno 2024.
I Comuni spesso rifiutano di registrare la convivenza quando un partner non ha il permesso di soggiorno. I tribunali lo ritengono illegittimo. Ecco cosa fare.

Se il tuo Comune rifiuta di registrare la convivenza di fatto perché il tuo partner extra-UE non ha un permesso di soggiorno, non sei solo 😤.
È uno dei blocchi più comuni per le coppie miste in Italia e, anche nel 2026, continua a verificarsi.
Il punto chiave è questo: i tribunali italiani hanno già chiarito che la mancanza di un permesso di soggiorno non è un motivo legittimo per bloccare l’iscrizione anagrafica che riconosce la convivenza e i relativi effetti giuridici ⚖️.
Se vuoi una spiegazione completa di cos’è la convivenza di fatto, quali requisiti servono e in cosa si distingue dal contratto di convivenza, puoi leggere la nostra guida completa sulla convivenza di fatto in Italia 📌
Interessato a Carta di Soggiorno FAMIT? Scopri i requisiti e la procedura completa.
La maggior parte delle coppie resta intrappolata in questo schema:
Non si tratta di un semplice ritardo amministrativo.
Questo blocco può trasformarsi in un rischio legale concreto per il partner straniero, soprattutto in presenza di overstaying o di precedenti dinieghi 🚫.
Qui è fondamentale essere precisi, perché fa la differenza dal punto di vista legale.
Nella maggior parte dei casi, il Comune rifiuta l’iscrizione anagrafica e quindi il riconoscimento del partner straniero all’interno dello stato di famiglia.
Il Comune non impedisce alla coppia di firmare un contratto privato con un avvocato o un notaio.
Il problema riguarda la registrazione pubblica, che molti uffici trattano erroneamente come se richiedesse la regolarità del soggiorno.
È proprio su questo punto che sono intervenuti i tribunali.
Un’analisi pubblicata da Questione Giustizia esamina quattro ordinanze giudiziarie che arrivano tutte alla stessa conclusione:
per l’iscrizione anagrafica non è richiesto un permesso di soggiorno valido.
Le decisioni provengono da tre tribunali del Sud Italia e riguardano quattro provvedimenti distinti.
La Questura aveva rifiutato un permesso per motivi familiari, nonostante il Comune avesse registrato il contratto di convivenza.
Il tribunale ha accolto il ricorso d’urgenza e ordinato all’autorità di agire correttamente.
Il Comune aveva rifiutato la registrazione per mancanza del permesso di soggiorno.
I giudici hanno ordinato di procedere comunque alla registrazione.
Stesso problema, stesso esito: rifiuto annullato e obbligo di registrazione.
Da tutte le ordinanze emerge un principio chiaro:
Questa distinzione è cruciale ⚠️.
Quando la Questura ritarda o rifiuta il rilascio del permesso di soggiorno, il rimedio è normalmente il ricorso al TAR 🧠.
Puoi approfondire qui 👉
Se il Comune rifiuta l’iscrizione anagrafica della convivenza di fatto, il giudice competente è di norma il Tribunale ordinario ⚖️, perché si tratta di diritti anagrafici e familiari, non di immigrazione.
In questi casi è spesso necessaria assistenza legale mirata per inquadrare correttamente il problema e attivare il rimedio giusto.
Stesso Paese, autorità diverse, giudici diversi.
Confondere i percorsi significa perdere mesi e soldi 💸.
Nel 2026, una coppia mista residente in Italia si è vista rifiutare l’iscrizione anagrafica nonostante rispettasse tutti i requisiti: stesso indirizzo, relazione stabile, convivenza effettiva 🧾.
La posizione del Comune era la solita:
La coppia non ha discusso allo sportello.
Ha invece:
Risultato: il giudice ha ordinato la registrazione, permettendo alla coppia di proseguire correttamente il percorso di immigrazione.
Lezione chiave: la legge non è il problema.
Il problema è l’applicazione errata e la scelta del rimedio sbagliato.
Mito: serve il permesso di soggiorno per registrare la convivenza di fatto.
Realtà: i tribunali lo hanno escluso più volte.
Mito: il Comune può rifiutare per prassi interna.
Realtà: le prassi interne non superano la legge.
Mito: se sei irregolare non hai opzioni.
Realtà: le opzioni esistono, ma serve separare correttamente Comune e Questura.
Nel 2026, il quadro giuridico sulla convivenza di fatto è chiaro.
Meno chiara resta l’applicazione da parte di alcuni Comuni.
I tribunali hanno confermato che:
Capire dove nasce il problema e quale giudice è competente è ciò che trasforma un blocco in una soluzione 🧠.
I nostri esperti di immigrazione possono aiutarti a navigare questo processo con una guida personalizzata.
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