
Visto lavoro autonomo Italia 2025: requisiti e procedura completa
Il visto per lavoro autonomo permette ai professionisti non UE di lavorare legalmente in Italia. Requisiti, documenti e procedura aggiornata 2025 spiegati.
Come ottenere il visto e il permesso di soggiorno per lavoro subordinato in Italia. Requisiti, durata, diritti e procedura passo per passo spiegata.

Il permesso di soggiorno per lavoro subordinato in Italia è uno dei principali strumenti che consentono a cittadini extra-UE di vivere e lavorare legalmente nel nostro Paese. La procedura, regolata dalla normativa sull’immigrazione (in particolare il Testo Unico sull’Immigrazione, D.Lgs. 286/1998 e successive modifiche), prevede due fasi fondamentali:
In questa guida completa spiegheremo chi può richiederlo, quali sono i requisiti, come funziona la procedura, la durata, i diritti garantiti e i consigli pratici per affrontare al meglio ogni passaggio.
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Per “lavoro subordinato” si intende un’attività lavorativa svolta alle dipendenze di un datore di lavoro italiano, con vincolo di subordinazione. Questo comporta:
Le tipologie principali di lavoro subordinato in Italia sono:
Il Decreto Flussi è il provvedimento annuale con cui il Governo italiano stabilisce il numero massimo di cittadini extra-UE che possono entrare in Italia per motivi di lavoro.
Ogni anno vengono definite:
👉 Senza Decreto Flussi non è possibile avviare la procedura ordinaria per il lavoro subordinato. Solo in casi particolari (es. conversione di permessi già posseduti o lavoratori altamente qualificati) esistono canali alternativi.
Per ottenere il permesso di soggiorno per lavoro subordinato occorrono diversi requisiti:
Il datore di lavoro in Italia deve richiedere il nulla osta allo Sportello Unico per l’Immigrazione (Prefettura). È il documento che autorizza l’assunzione di un cittadino extra-UE.
Serve un contratto di lavoro regolare, a tempo determinato o indeterminato, conforme ai contratti collettivi nazionali.
Con il nulla osta, il lavoratore può richiedere presso il consolato italiano il visto d’ingresso per lavoro subordinato. Senza visto, non è possibile ottenere il permesso di soggiorno.
È necessario dimostrare la disponibilità di un alloggio idoneo (contratto d’affitto, dichiarazione di ospitalità, proprietà).
Il lavoratore viene iscritto al Servizio Sanitario Nazionale (SSN), ma al momento della domanda iniziale può essere richiesta un’assicurazione sanitaria provvisoria.
Il richiedente non deve avere precedenti penali gravi né risultare pericoloso per la sicurezza pubblica.
Il datore di lavoro italiano presenta domanda online sul portale del Ministero dell’Interno durante il periodo di apertura delle quote previsto dal Decreto Flussi.
Lo Sportello Unico per l’Immigrazione, dopo le verifiche, rilascia il nulla osta.
Con il nulla osta, il lavoratore si reca al consolato italiano nel proprio Paese e richiede il visto per lavoro subordinato. È necessario presentare documenti personali, nulla osta, contratto di lavoro e certificati richiesti.
Con il visto, il lavoratore può entrare in Italia entro il termine stabilito.
Entro 8 giorni dall’arrivo, il lavoratore deve richiedere il permesso di soggiorno per lavoro subordinato presso la Questura competente. La domanda si presenta di solito tramite kit postale, disponibile negli uffici postali abilitati.
Allo Sportello Unico, il lavoratore e il datore firmano il “contratto di soggiorno”, che disciplina le condizioni di lavoro e di soggiorno in Italia.
Dopo i controlli e le impronte digitali, la Questura rilascia il permesso di soggiorno in formato elettronico.
Con questo permesso il lavoratore può:
Molti richiedenti incontrano ostacoli nelle seguenti fasi:
👉 Consigli pratici:
Il permesso per lavoro subordinato resta il canale principale per chi vuole trasferirsi stabilmente in Italia lavorando come dipendente.
Il permesso di soggiorno per lavoro subordinato è un percorso chiaro ma complesso, che richiede organizzazione e rispetto rigoroso delle procedure. Il punto fondamentale da ricordare è che prima bisogna ottenere il visto per lavoro subordinato, e solo dopo l’ingresso in Italia si può richiedere il permesso di soggiorno vero e proprio.
I nostri esperti di immigrazione possono aiutarti a navigare questo processo con una guida personalizzata.
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