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Cittadinanza italiana per matrimonio: guida completa

Cittadinanza italiana per matrimonio: termini, esenzioni B1, documenti, domanda online, costi, tempi, giuramento e rischi di diniego.

7 set 2025
Aggiornato 30 lug 2026
19 min di lettura
Coppia di sposi in gondola a Venezia, simbolo della cittadinanza italiana per matrimonio

Il coniuge straniero o la parte straniera di un’unione civile con un cittadino italiano può generalmente presentare domanda dopo 2 anni di residenza legale in Italia successivi al matrimonio oppure, se risiede all’estero, dopo 3 anni dalla celebrazione. Il termine è ridotto della metà quando la coppia ha figli nati o adottati da entrambi i coniugi.

Il matrimonio non attribuisce automaticamente la cittadinanza italiana. Il rapporto deve essere giuridicamente valido e registrato in Italia, il termine deve essere calcolato dalla data corretta, il richiedente deve normalmente dimostrare il livello B1 di italiano e il matrimonio o l’unione civile deve rimanere in essere fino alla data del decreto di cittadinanza.

La procedura per matrimonio non prevede ordinariamente un requisito reddituale minimo, ma problemi documentali, penali, linguistici, anagrafici o relativi al rapporto possono comunque bloccare la pratica. Per una valutazione individuale e un’assistenza completa, consulta il nostro servizio per la cittadinanza italiana per matrimonio.

Come funziona

Come richiedere la cittadinanza italiana per matrimonio

  1. 1

    Verificare il rapporto giuridico e il termine

    Accerta la validità del matrimonio o dell’unione civile, stabilisci se si applica la regola italiana o quella per i residenti all’estero e calcola il termine dal matrimonio o dal successivo giuramento del coniuge italiano.

  2. 2

    Trascrivere il matrimonio o l’unione civile in Italia

    Se il rapporto è stato costituito all’estero, assicurati che sia trascritto presso il Comune italiano competente prima della domanda.

  3. 3

    Verificare il livello B1 o un’esenzione

    Ottieni un certificato linguistico o un titolo di studio accettato oppure prepara i documenti che provano un’esenzione legislativa o costituzionale riconosciuta.

  4. 4

    Raccogliere e autenticare i documenti

    Prepara atti di nascita e certificati penali, l’atto italiano di matrimonio, prove di identità e residenza, Apostille o legalizzazioni e traduzioni italiane accettate.

  5. 5

    Presentare la domanda online

    Invia la domanda tramite il portale del Ministero dell’Interno con dati identificativi e di stato civile esatti e paga gli oneri governativi applicabili.

  6. 6

    Rispondere alle richieste della Prefettura o del consolato

    Controlla il portale e l’e-mail, fornisci tempestivamente le integrazioni richieste e assicurati che il matrimonio o l’unione civile rimangano giuridicamente in essere fino al decreto.

  7. 7

    Completare notifica e giuramento

    Dopo l’approvazione, presenta gli eventuali documenti finali e presta giuramento entro sei mesi affinché la cittadinanza produca effetti.

Chi può richiedere la cittadinanza italiana per matrimonio?

L’articolo 5 della Legge n. 91/1992 si applica al coniuge straniero o apolide di un cittadino italiano. In base alla Legge n. 76/2016, le stesse regole sulla cittadinanza si estendono anche alla parte di un’unione civile con un cittadino italiano.

La convivenza registrata, un’altra forma di unione di fatto, una cerimonia religiosa priva di effetti civili, il fidanzamento o una relazione di lunga durata non sono sufficienti. Il matrimonio o l’unione civile devono risultare giuridicamente riconosciuti nei registri italiani dello stato civile.

Situazione del richiedenteTermine prima della domandaDecorrenza
Residenza legale in Italia2 anniResidenza legale in Italia successiva al matrimonio o all’unione civile
Residenza all’estero3 anniData del matrimonio o dell’unione civile
Residenza legale in Italia con figli della coppia1 annoResidenza legale in Italia successiva al matrimonio o all’unione civile
Residenza all’estero con figli della coppia18 mesiData del matrimonio o dell’unione civile
Il coniuge italiano ha acquistato la cittadinanza dopo il matrimonioStesso termine di 2 o 3 anniDal giuramento del coniuge italiano, non dalla data originaria del matrimonio

La riduzione si applica quando i coniugi hanno figli nati o adottati da entrambi. Il figlio di una precedente relazione non determina automaticamente la stessa riduzione, salvo che sia soddisfatta la condizione giuridica relativa alla coppia.

Infografica sulla cittadinanza italiana per matrimonio con requisiti, tempi, documenti, costi e giuramento
Panoramica della cittadinanza italiana per matrimonio: chi può fare domanda, requisiti essenziali, documenti, costi, tempi di lavorazione e giuramento finale.

Il matrimonio deve essere registrato in Italia

Se il matrimonio è stato celebrato fuori dall’Italia, deve essere trascritto nei registri dello stato civile del Comune italiano competente prima della presentazione della domanda di cittadinanza. Un certificato di matrimonio straniero mai registrato in Italia non è sufficiente per la procedura dell’articolo 5.

Trascrizione e cittadinanza sono operazioni distinte. Prima l’atto di matrimonio straniero deve essere accettato e inserito nel sistema italiano dello stato civile; soltanto dopo il richiedente dovrebbe predisporre e presentare la pratica di cittadinanza.

La procedura esatta di autenticazione, traduzione e trasmissione dipende dal Paese in cui è stato celebrato il matrimonio e dal luogo di iscrizione del coniuge italiano. Consulta la nostra guida completa alla registrazione di un matrimonio estero in Italia.

Le coppie che non si sono ancora sposate possono consultare la guida dedicata al matrimonio in Italia.

Requisiti per chi risiede all’estero

Il richiedente residente all’estero presenta la domanda online e il consolato italiano competente gestisce la parte locale della procedura. Il coniuge italiano dovrebbe normalmente essere correttamente iscritto all’AIRE e il matrimonio deve già risultare nei registri italiani dello stato civile.

Molti consolati richiedono inoltre prove che entrambi i coniugi risiedano effettivamente nella stessa circoscrizione consolare e allo stesso indirizzo oppure, in caso contrario, una spiegazione sostenuta da documenti. Queste condizioni devono essere presentate come istruzioni operative consolari e prove dell’effettività del rapporto, non come una formulazione legislativa identica applicata in ogni Paese.

Il richiedente deve seguire l’elenco aggiornato del consolato competente per il luogo di effettiva residenza. Un elenco ricavato dalle istruzioni di un altro Paese può prevedere metodi di pagamento, formati documentali, traduzioni o modalità di appuntamento differenti.

Il matrimonio o l’unione civile devono rimanere in essere

Dalla presentazione della domanda fino all’adozione del decreto di cittadinanza non devono intervenire annullamento, scioglimento, cessazione degli effetti civili del matrimonio o separazione personale. Un certificato formale di matrimonio non protegge la domanda quando il vincolo giuridico e il rapporto coniugale effettivo sono cessati.

La riconciliazione successiva alla separazione non comporta necessariamente la ripresa del termine già maturato. Le attuali indicazioni ufficiali mostrano che i periodi applicabili possono ricominciare dalla data della riconciliazione; le conseguenze procedurali devono quindi essere valutate prima di proseguire la pratica.

La morte del coniuge italiano durante la pendenza della domanda non comporta automaticamente il diniego secondo le attuali indicazioni ufficiali del Ministero. Il decesso deve essere distinto dalla separazione o dal divorzio, espressamente rilevanti ai fini dell’articolo 5. L’autorità può comunque richiedere documenti che chiariscano la situazione rilevante ai fini del procedimento.

Esiste un requisito reddituale?

La cittadinanza italiana per matrimonio non prevede ordinariamente il requisito reddituale minimo applicato alla naturalizzazione discrezionale per residenza. La procedura dell’articolo 5 si concentra invece sul rapporto che fonda il diritto alla domanda e sul termine, sull’italiano B1 o un’esenzione, sulle cause ostative penali e sui profili di sicurezza, sui dati identificativi e sulla procedura online.

La distinzione è importante perché molti richiedenti applicano erroneamente le regole reddituali previste per un diverso percorso di cittadinanza. Il coniuge non deve normalmente raggiungere i parametri reddituali dell’articolo 9 per presentare domanda ai sensi dell’articolo 5.

Chi fonda la propria idoneità sugli anni di vita in Italia anziché sul matrimonio deve consultare la guida dedicata alla cittadinanza italiana per residenza.

Requisito linguistico: livello B1 ed esenzioni

I richiedenti ai sensi dell’articolo 5 devono generalmente dimostrare una conoscenza dell’italiano di livello B1 del Quadro comune europeo di riferimento. Il matrimonio con un cittadino italiano non produce di per sé un’esenzione linguistica.

Il requisito può essere soddisfatto mediante un titolo di studio idoneo rilasciato da un’istituzione pubblica italiana o legalmente riconosciuta oppure con un certificato B1 emesso da un ente certificatore accettato. Il documento deve corrispondere ai dati identificativi del richiedente e rispettare i requisiti del portale.

Di regola non è richiesto un certificato B1 separato ai titolari di un permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo o ai richiedenti che hanno adempiuto agli obblighi dell’accordo di integrazione. L’esenzione dipende dalla documentazione: lo status rilevante deve essere provato correttamente nella domanda.

La sentenza n. 25/2025 della Corte costituzionale impone inoltre un’esenzione per chi presenta gravi limitazioni nell’apprendimento linguistico, oggettivamente documentate e causate dall’età, da una patologia o da una disabilità. La limitazione deve essere certificata mediante idonea documentazione sanitaria pubblica. L’ansia ordinaria da esame, il poco tempo per studiare, l’analfabetismo considerato isolatamente o ripetuti insuccessi non integrano automaticamente l’esenzione costituzionale.

Condanne penali e sicurezza nazionale

La cittadinanza per matrimonio è soggetta a specifiche cause penali ostative previste dall’articolo 6. Vi rientrano determinati reati contro lo Stato italiano, una condanna definitiva per un delitto doloso per il quale la legge prevede una pena edittale massima non inferiore a tre anni e alcune condanne straniere per reati non politici, quando ricorrono i requisiti relativi alla pena e al riconoscimento stabiliti dal diritto italiano.

La riabilitazione, l’esatta qualificazione del reato, il riconoscimento della sentenza straniera, la pena inflitta e i successivi sviluppi giuridici possono modificare l’analisi. Il richiedente non deve affidarsi alla denominazione utilizzata dall’ordinamento penale straniero né presumere che un precedente risalente sia irrilevante.

Gravi motivi di sicurezza nazionale possono impedire autonomamente l’acquisto. L’amministrazione svolge controlli propri; omettere un arresto, una condanna, l’uso di un altro nome, una cittadinanza o una precedente residenza è normalmente più dannoso che dichiararlo con precisione e valutarne le conseguenze giuridiche prima dell’invio.

Documenti necessari

L’elenco esatto dipende dal fatto che il richiedente risieda in Italia o all’estero e dalla Prefettura o dal consolato competente. Una pratica standard comprende normalmente:

  • Passaporto valido o documento d’identità straniero, codice fiscale italiano e, quando applicabile, documento di soggiorno italiano.
  • Atto integrale di nascita del richiedente, salvo che la nascita sia già registrata in Italia o che per una categoria protetta sia ammesso un documento sostitutivo ufficiale.
  • Certificati penali del Paese di origine e degli eventuali Paesi terzi di residenza rilevanti.
  • Atto italiano di matrimonio o di unione civile ed eventuali ulteriori documenti stranieri di stato civile necessari per spiegare nomi o precedenti matrimoni.
  • Certificato B1 idoneo o documenti che provano un titolo alternativo riconosciuto oppure un’esenzione.
  • Prova del pagamento del contributo ministeriale di €250.
  • Marca da bollo di €16 per le domande presentate da residenti in Italia; dal 1° gennaio 2025 non è richiesta per le domande dei residenti all’estero.
  • Documenti relativi a residenza, AIRE, indirizzo o competenza consolare richiesti per il canale di presentazione utilizzato.

I certificati penali stranieri sono generalmente considerati validi per sei mesi dal rilascio, salvo che il documento stesso o una norma specifica disponga diversamente. Gli atti di nascita normalmente non scadono per il semplice decorso del tempo, ma l’autorità competente può richiedere un formato contenente dati identificativi completi e aggiornati.

Apostille, legalizzazione e traduzione in italiano

Un documento straniero deve prima essere riconosciuto come autentico per l’uso in Italia e poi reso comprensibile in italiano. A seconda del Paese di emissione, l’autenticazione può avvenire mediante Apostille, legalizzazione consolare, una norma dell’Unione europea sui documenti pubblici o un’altra convenzione applicabile.

Anche il metodo di traduzione varia. Può essere utilizzata una certificazione consolare, un traduttore qualificato ai sensi di una norma europea applicabile o una traduzione giurata eseguita in Italia. Apostille e traduzione non sono alternative: risolvono problemi diversi.

Per una spiegazione dettagliata, consulta le nostre guide sull’Apostille e sulla traduzione giurata.

Dove e come presentare la domanda

La domanda viene presentata online tramite il portale cittadinanza del Ministero dell’Interno. Chi vive in Italia accede generalmente con SPID o CIE e la pratica viene associata alla Prefettura competente. Chi vive all’estero si registra attraverso il percorso previsto per i residenti stranieri, dopodiché il consolato competente svolge le verifiche locali.

I dati del portale devono riprodurre esattamente gli atti di stato civile. Nomi, cognomi, traslitterazioni, luoghi di nascita, cittadinanze, indirizzi, precedenti residenze, date del matrimonio e data di acquisto della cittadinanza da parte del coniuge italiano devono essere inseriti in modo coerente.

Dopo l’invio, l’autorità può ammettere la domanda all’istruttoria, respingerla nella fase di controllo documentale oppure richiedere correzioni e ulteriori prove. L’accettazione nel sistema non equivale all’accoglimento nel merito.

Tempi di conclusione del procedimento

Per le domande presentate dal 20 dicembre 2020, il termine legale è di 24 mesi e può essere prorogato fino a un massimo di 36 mesi. Le domande più risalenti possono rimanere soggette al precedente termine di 48 mesi.

Il termine di legge riguarda la decisione amministrativa e non deve essere confuso con il tempo necessario per trascrivere un matrimonio, ottenere i certificati penali, superare un esame linguistico, correggere documenti, fissare il giuramento o aggiornare successivamente gli atti italiani di stato civile.

Se il termine scade senza una decisione, l’iniziativa appropriata dipende dalla pratica. Un’istanza formale a provvedere, l’accesso agli atti o un rimedio giudiziario possono essere giustificati, ma ogni iniziativa deve fondarsi sull’effettivo stato del procedimento e sui controlli ancora pendenti.

Costi

Il principale onere governativo è il contributo di €250 dovuto per la domanda di cittadinanza. Chi presenta la domanda come residente in Italia paga inoltre generalmente la marca da bollo di €16 prevista dalla procedura interna.

Dal 1° gennaio 2025, i richiedenti residenti all’estero non pagano più la marca da bollo di €16 per le domande di naturalizzazione presentate tramite il canale consolare. Il contributo di €250 rimane dovuto.

Gli ulteriori costi dipendono dal Paese e dalla pratica: atti di stato civile, certificati penali, Apostille o legalizzazioni, traduzioni, copie certificate, rettifiche e assistenza professionale. Indicare un costo complessivo valido per ogni caso sarebbe fuorviante.

Che cosa accade dopo l’approvazione?

Un decreto favorevole non rende immediatamente il richiedente cittadino italiano. Il decreto deve essere notificato, devono essere prodotti gli eventuali documenti finali richiesti dal Comune o dal consolato e il richiedente deve prestare giuramento entro sei mesi.

Prima del giuramento, alcune autorità richiedono un atto italiano di matrimonio aggiornato e ulteriori prove che confermino la permanenza delle condizioni giuridiche. Si tratta di requisiti operativi che possono variare; le istruzioni allegate al decreto devono essere seguite con precisione.

La cittadinanza produce generalmente effetti dal giorno successivo al giuramento. Il mancato rispetto del termine semestrale fa perdere efficacia al decreto. Il nuovo cittadino può quindi completare gli adempimenti pertinenti in materia di stato civile, identità, elettorato, AIRE e passaporto.

Errori frequenti che compromettono la domanda

  • Calcolare il termine dalla data del matrimonio quando il coniuge italiano ha acquistato la cittadinanza soltanto in seguito.
  • Presentare la domanda prima che il matrimonio o l’unione civile celebrati all’estero siano stati trascritti in Italia.
  • Presumere che i figli riducano il termine quando non sono giuridicamente figli nati o adottati da entrambi i coniugi ai fini della norma.
  • Utilizzare un certificato penale scaduto o omettere un Paese di origine, una cittadinanza o una precedente residenza.
  • Presentare documenti con nomi, date, traslitterazioni o informazioni sullo stato civile incoerenti.
  • Invocare un’esenzione dal B1 senza il documento giustificativo richiesto.
  • Non controllare il portale, l’e-mail e le comunicazioni della Prefettura o del consolato.
  • Non valutare tempestivamente gli effetti di una separazione, di un divorzio o di un altro evento incidente sul vincolo durante la pendenza della pratica.

Un diniego o un preavviso di diniego deve essere analizzato rispetto al preciso motivo giuridico. Alcuni problemi possono essere corretti con prove; altri fanno venir meno i presupposti dell’articolo 5 e non possono essere risolti con una lettera di accompagnamento migliore.

Diritti di soggiorno prima della cittadinanza

La cittadinanza e il diritto di risiedere in Italia come familiare di un cittadino italiano sono questioni distinte. Il coniuge può avere un diritto di soggiorno familiare molto prima di maturare i requisiti per la cittadinanza, ma la carta di soggiorno non sostituisce il termine né la domanda di cittadinanza.

Il coniuge che deve prima regolarizzare il soggiorno in Italia può consultare la guida alla carta di soggiorno FAMIT.

Figli minorenni e futura trasmissione della cittadinanza

L’accoglimento della domanda del coniuge ai sensi dell’articolo 5 non rende automaticamente italiano ogni figlio. In base all’attuale articolo 14, il figlio minorenne convivente del genitore che si naturalizza deve generalmente risiedere legalmente in Italia da almeno due anni continuativi al momento in cui il genitore acquista la cittadinanza oppure dalla nascita, se ha meno di due anni.

Il rapporto del minore con il richiedente, l’età, la convivenza, la residenza legale e la data del giuramento del genitore devono essere esaminati separatamente. Un figlio che non soddisfa l’articolo 14 può avere bisogno di un diverso percorso di acquisto o soggiorno.

I figli nati dopo che il genitore è diventato italiano sono valutati secondo le regole sulla trasmissione della cittadinanza applicabili alla loro nascita. Per i figli nati all’estero, la riforma del 2025 rende indispensabile una verifica distinta; consulta la guida alla cittadinanza italiana per discendenza.

Che cosa comporta la cittadinanza italiana

Dal momento in cui la cittadinanza produce effetti, il richiedente diventa cittadino italiano e dell’Unione europea, con accesso al passaporto italiano, ai diritti europei di libera circolazione, ai diritti politici quando ne ricorrono i presupposti e alla protezione consolare italiana.

La cittadinanza non modifica automaticamente la residenza fiscale, non garantisce ogni prestazione sociale e non supera né disapplica la normativa sulla cittadinanza di un altro Paese. Chi rischia di perdere la cittadinanza originaria dovrebbe ottenere una consulenza secondo il diritto di quello Stato prima di prestare il giuramento italiano.

Conclusione

La cittadinanza italiana per matrimonio ha termini più brevi della naturalizzazione ordinaria per residenza, ma non è un effetto automatico del matrimonio e del decorso del tempo. Una pratica efficace richiede un matrimonio o un’unione civile riconosciuti in Italia, la corretta data iniziale, un rapporto giuridicamente integro fino al decreto, l’italiano B1 o un’esenzione provata, documenti penali e di stato civile esatti e una gestione puntuale fino al giuramento.

La sequenza più solida è semplice: registrare prima il matrimonio o l’unione civile, calcolare l’idoneità dalla data giuridicamente corretta, verificare le questioni linguistiche e penali prima di richiedere i documenti, presentare una domanda perfettamente coerente e continuare a rispettare tutti i requisiti fino alla decorrenza della cittadinanza. In questo modo si riducono i rischi evitabili e si mantiene la procedura sotto controllo.

Domande Frequenti

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