Se un permesso di soggiorno italiano è scaduto da oltre 60 giorni e non è stato richiesto il rinnovo, la situazione è giuridicamente seria. L’articolo 13 del Testo Unico Immigrazione individua il permesso scaduto da più di 60 giorni senza richiesta di rinnovo come circostanza collegata al soggiorno irregolare e a una possibile espulsione.
Questo non significa che ogni rinnovo tardivo presentato al sessantunesimo giorno debba essere automaticamente respinto. La giurisprudenza amministrativa italiana ha ripetutamente richiesto all’amministrazione, in appropriati casi di deposito tardivo, di esaminare i requisiti sostanziali per il rinnovo. La risposta corretta è presentare e documentare rapidamente il caso, senza presumere né l’approvazione automatica né l’espulsione automatica.
Questo articolo spiega il rischio giuridico dopo la soglia dei 60 giorni. Per la procedura di deposito, leggi la guida al rinnovo tardivo del permesso di soggiorno scaduto. Se il permesso è già scaduto, il nostro servizio di rinnovo del permesso di soggiorno scaduto può valutare fatti e prove prima di una nuova presentazione.
Cosa fare dopo 60 giorni dalla scadenza del permesso
- 1
Verifica da quanto tempo è scaduto il permesso
Calcola con precisione il periodo dalla scadenza e accerta se sia già stata presentata una domanda di rinnovo o conversione.
- 2
Controlla se il permesso resta rinnovabile
Verifica che i requisiti sostanziali dello status originario continuino a esistere e individua eventuali rischi autonomi di rifiuto.
- 3
Documenta il motivo del ritardo
Raccogli prove contemporanee di malattia, forza maggiore, problemi amministrativi o altri fatti che spieghino la presentazione tardiva.
- 4
Prepara il fascicolo completo di rinnovo
Non presentare soltanto una lettera di spiegazione: includi tutti i documenti necessari a dimostrare che continui ad avere diritto al permesso.
- 5
Presenta rapidamente e conserva la prova
Usa la corretta procedura postale o della Questura e conserva la ricevuta ufficiale e una copia completa della domanda.
- 6
Rispondi subito a eventuali rifiuti o ostacoli
Se la Questura solleva obiezioni, verifica base giuridica, giudice e termine prima di decidere se integrare, ripresentare o impugnare il provvedimento.
I due termini che vengono spesso confusi
Il D.Lgs. 83/2026 ha modificato l’articolo 5, comma 4. L’articolo 4 stabilisce che le disposizioni del decreto si applicano dal 22 maggio 2026, mentre il decreto è formalmente entrato in vigore il 4 giugno 2026. Il rinnovo va ora richiesto almeno 90 giorni prima della scadenza, sostituendo il precedente riferimento ai 60 giorni prima della scadenza.
La distinta regola dei 60 giorni dopo la scadenza resta importante. L’articolo 13 riguarda la situazione in cui il permesso è scaduto da oltre 60 giorni e non è stato chiesto il rinnovo, mentre le attuali indicazioni sui diritti durante il rinnovo pendente considerano rilevante anche la presentazione prima della scadenza o, in assenza di forza maggiore, entro 60 giorni dalla scadenza.
Sono concetti diversi: 90 giorni è l’attuale regola di presentazione anticipata prima della scadenza; 60 giorni è una distinta soglia successiva alla scadenza. Nessuna delle due va descritta come un periodo di grazia garantito in cui non può accadere nulla.
Cosa cambia dopo oltre 60 giorni dalla scadenza?
Quando sono trascorsi più di 60 giorni senza richiesta di rinnovo, il cittadino straniero può rientrare nella disposizione sul soggiorno irregolare dell’articolo 13, comma 2, lettera b). Questo crea potenziali conseguenze di controllo dell’immigrazione e rende strategicamente importante ogni ulteriore giorno di ritardo.
La soglia non va letta come un invito ad aspettare 60 giorni. Chi possiede un permesso rinnovabile dovrebbe presentare la domanda nei tempi previsti dalla legge. Il deposito tardivo trasforma un rinnovo ordinario in un caso in cui occorre spiegare il ritardo e dimostrare che il diritto sostanziale al permesso continua a esistere.
Il permesso può ancora essere rinnovato dopo 60 giorni?
Una domanda tardiva non è necessariamente priva di valore giuridico. Una guida istituzionale pubblicata prima della modifica del 2026 sul termine pre-scadenza richiama giurisprudenza secondo cui la scadenza formale può essere considerata un termine ordinatorio, anziché assoluto, per rinnovo o conversione quando continuano a essere soddisfatti i requisiti sostanziali del nuovo permesso. Questa fonte è utilizzata qui per i riferimenti giurisprudenziali, non per la sua precedente indicazione dei 60 giorni prima della scadenza.
La solidità di un rinnovo tardivo dipende dai fatti: perché la domanda è stata ritardata, quanto è durato il ritardo, se il permesso originario resta sostanzialmente rinnovabile, se il richiedente ha continuato a soddisfare condizioni di reddito, lavoro, famiglia o altro e se esistono motivi autonomi di rifiuto.
La forza maggiore è particolarmente importante perché lo stesso articolo 13 riconosce il ritardo dovuto a forza maggiore nel più ampio quadro del soggiorno irregolare. Una grave malattia, l’impossibilità documentata di agire o un altro evento eccezionale devono essere provati, non semplicemente dichiarati.
Quali prove contano in un rinnovo tardivo?
La domanda dovrebbe normalmente affrontare sia i requisiti del rinnovo sia il ritardo. Le prove utili possono includere:
- permesso scaduto, passaporto e storia migratoria completa;
- documenti che dimostrino che i requisiti del permesso sono continuati dopo la scadenza;
- prove di lavoro, reddito, famiglia, studio o altre prove pertinenti al tipo di permesso;
- documentazione medica, restrizioni di viaggio, comunicazioni amministrative o altre prove che spieghino il ritardo;
- prova di residenza stabile, lavoro e legami familiari quando rilevanti per la proporzionalità o la valutazione del caso.
Una lettera generica che dice “me ne sono dimenticato” non equivale a una spiegazione giuridica documentata. Anche quando il ritardo non è di per sé decisivo, la Questura deve comunque verificare che il permesso possa essere legalmente rinnovato nel merito.
Si può lavorare con un permesso scaduto?
Chi ha presentato una domanda di rinnovo idonea e possiede la ricevuta ufficiale può beneficiare dei diritti di soggiorno regolare e lavoro temporaneo durante la pendenza ai sensi dell’articolo 5, comma 9-bis, nel rispetto delle condizioni di legge e fino all’eventuale comunicazione di motivi ostativi.
La posizione è molto più debole quando non è stata presentata alcuna domanda nel periodo giuridicamente rilevante e la carta è semplicemente scaduta da mesi. Un datore di lavoro non dovrebbe considerare una vecchia carta scaduta, da sola, come prova della continuazione del diritto al lavoro.
Viaggiare fuori dall’Italia può creare ulteriori problemi
Gli argomenti utilizzabili in Italia per un rinnovo tardivo non risolvono automaticamente i problemi di frontiera e rientro. Il viaggio con un permesso scaduto può essere soggetto a regole separate sulla ricevuta di rinnovo, sull’itinerario, sul passaporto e sul rientro attraverso le frontiere Schengen.
Se il permesso è già scaduto e non è stato presentato il rinnovo, lasciare l’Italia prima di ottenere una valutazione specifica può rendere la situazione più difficile. Non presumere che una domanda tardiva possa essere gestita dall’estero nello stesso modo.
Il rinnovo tardivo porta automaticamente all’espulsione?
L’articolo 13 rende la scadenza da oltre 60 giorni senza richiesta di rinnovo giuridicamente rilevante ai fini dell’espulsione, quindi il rischio è reale. Tuttavia, il rinnovo tardivo non va descritto come causa di espulsione automatica in ogni caso, soprattutto quando viene successivamente presentata una domanda e il diritto sostanziale al rinnovo resta sostenibile.
Anche vita familiare, durata della residenza e altri interessi protetti possono incidere su specifiche decisioni migratorie secondo le norme applicabili. Questi fattori non cancellano il deposito tardivo, ma possono essere giuridicamente rilevanti nella valutazione amministrativa e in un eventuale ricorso.
Cosa succede se la Questura rifiuta il rinnovo tardivo?
Un rifiuto deve essere letto con attenzione per individuare motivo giuridico, giudice competente e termine. Un ricorso contro il rifiuto del permesso di soggiorno può contestare una valutazione illegittima, ma il contenzioso non sostituisce la necessità di provare fin dall’inizio i requisiti del rinnovo.
In alcuni casi una nuova domanda amministrativa o una domanda corretta è la risposta migliore; in altri, il rifiuto deve essere impugnato in giudizio. La strategia dipende dal provvedimento e dalla posizione giuridica attuale della persona.
Cosa fare se sono già trascorsi più di 60 giorni
Non aspettare che il problema si risolva da solo. Verifica se il permesso originario resta rinnovabile, prepara l’intero fascicolo sul merito del rinnovo, raccogli le prove che spiegano il ritardo, presenta la domanda tramite il canale corretto appena giuridicamente opportuno e conserva prova del deposito.
La soglia dei 60 giorni è una soglia di rischio, non un punto di non ritorno in ogni caso. Un fascicolo di rinnovo tardivo solido affronta direttamente entrambe le domande: perché la persona continua ad avere diritto al soggiorno e perché l’amministrazione dovrebbe accettare ed esaminare una domanda presentata dopo la scadenza.
Domande Frequenti
Fonti
- 1
- 2D.Lgs. 83/2026 — modifiche ai termini di rinnovo e procedimento
gazzettaufficiale.it
- 3Portale Integrazione Migranti — giurisprudenza sul rinnovo tardivo (guida procedurale pre-2026)
integrazionemigranti.gov.it
- 4Portale Integrazione Migranti — diritti durante rinnovo e conversione pendenti
integrazionemigranti.gov.it



